Vischia tutto

Dalle bacche del vischio, un’antica colla per catturare uccellini.

Sotto il vischio, un bacio degli innamorati nell’inizio dell’anno nuovo.

Etimologie a scelta, per il rimanere invischiati e per le cose vischiose.

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Non si nominino sinonimi

Dimenticare (da mens, mentis).
Non aver più in mente.

Scordare (da cor, cordis).
Non aver più nel cuore.

Κυκλάδες

Piantare in asso.
Piantare in Nasso.
Piantare in Naxos.

Come Teseo, di ritorno da Creta e dal labirinto, abbandonò Arianna sull’isola di Naxos.

Nella radice delle parole il germoglio di orizzonti e luoghi da scoprire.
Anche se isole.

Pb

aplomb
dal francese “à plomb”
dritto come il filo a piombo, imperturbato

Haiku

Easter is in the air
The air is cold
Easter is in the fridge

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Cloridrato di Sviluppina

Lost in a haze of alcohol-soft middle age.

A un certo punto ti diranno che ti sei arreso, che hai scelto la via facile, che hai rinunciato al sogno in cambio di qualcosa di più possibile, di più raggiungibile, ma non è vero. Rinunciare al sogno non è la via facile, rinunciare al sogno si paga per tutta la vita e si paga di tasca propria, continuare per sempre ad inseguirlo, di solito, si fa a spese di qualcun altro.

/=\

Una città con l’adige, una mensa con la pearà, un lavoro con persone belle.

I desideri sono già ricordi.

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Astri ingenti

Si è soli.
E si può decidere che sia un sostantivo.
Buona primavera.

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Caffeine

di qualcosa si dovrà pur vivere

Un penchant

as years go by and i go on meeting new people, i find in every person i come across an amount of faith and the urge to believe in the unprovable, the intangible, the imaginary. sometimes even in things that have been proven wrong.

it can be beings, like gods, extraterrestrials, some sort of forces. it can be philosophies, like astrology or yoga. among the things proven wrong, it can be delusional pseudo-sciences, like homeopathy or evil vaccines.

as a lover of the scientific method, i can’t believe in any of the above. as a lover of the scientific method, i believe to be true or wrong what is proven true or wrong, and i suspend my judgment (ἐποχή) before the unprovable.

however, i’m not different from all other people and i feel the urge to believe in the imaginary too.

i believe in the future.

La mite, Dostoevskij

La gioventù è sempre generosa, anche se a volte per poco e in direzione sbagliata.

i-Odio

Some days are fruitful
Some others just colorful
Still all of them are joyful

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O

routine di scorta

T9 @ Q8

una mappa su un tavolo di un benzinaio indica in una delle macchie di colore -cosacchia-. il mar caspio a fianco mi fa riconoscere il kazakhstan e finalmente capisco chi fossero i cosacchi dei libri delle elementari. i kazaki. accompagnati da kazake, o cosacche, ed anche vestiti in kazake, le casacche. ma senza cravatta, o croata.

la pronuncia, l’ortografia, l’etimologia ed il pieno di benzina, grazie.

Devo molto a quelli che non amo, Wisława Szymborska

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

É merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

still a promise known to be broken one day is better than never a promise, since one day might never come, whilst never is never already.

Eugene, Catalunya

al novembre de fa deu anys, quan george w bush va guanyar la segona vegada, jo estava a la university of oregon. hi va haver bastant campanya a la universitat, no tant sobre republicans o democrats, pero pel fet que sí calia anar a votar. un dia em vaig encontrar al carrer la pegatina d’abaix. de les votacions que he vist a la meva vida, la votació d’avui es posiblement la primera que jo sàpiga ser ilegal (ho és?). potser això sigui perque es la única que pugui de veritat canviar algo. llavors voteu, sigui el que sigui el que voleu votar. fins aviat amics catalans, us enyoro mes del que us creieu i mes del que us dic.

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TT

On ne va jamais aussi loin que quand on ne sait pas où on va.

Éphémérides

tous les jours j’ai une nuit pour rêver le bonheur

The Law of Conservation of Pizza

The Law of Conservation of Energy states that the total energy of an isolated system cannot change.

Energy can be expressed in calories.

Pizza can be considered in terms of calories it provides.

Hence we have the:

-Law of Conservation of Pizza-
The total pizza of an isolated system cannot change.

Dell’Ottusità

La questione è la stessa da millenni: i casi della vita sono più variegati delle caselle di un regolamento. Ma ogni sistema di controllo si giustifica solo con la propria rigidità. Non potendo consentire ai suoi esecutori di usare il filtro flessibile del buonsenso, li mette di fronte a un’alternativa atroce: rispettare le norme così come sono oppure eluderle. Comportarsi da ottusi o da disonesti, mai da esseri umani.

Massimo Gramellini, La Stampa.

Nicotine

Il nuovo è il surrogato del bello.

Nicotine

Dopo quella delle teorie, l’età delle ipotesi.

Nicotine

Lo stesso livello denotativo del termine lo suggerisce: è la superficialità a consentire di non affondare.

Serotonin

Mi assumo la responsabilità di non assumermi responsabilità.

Caffeine

Colpo di fortuna? Porgi l’altra guancia.

Daniele Luttazzi

Non si può credere a tutto quello che non scrivono i giornali.

Juanjo Sáez

Allí dentro, éramos felices y podíamos desarrollar nuestras cualidades inútiles…

CCCP

[…] non tutti possono
tendendo le braccia
afferrare la sorte
schiaffeggiarle la faccia
renderla solida ed obbediente
renderla tenera, incandescente […]

J’avoue

La buena memoria no es tan buena como un poco de maquillaje.

Caffeine

“Per nessun motivo” è il miglior motivo.

Caffeine

Per sopravvivere alla chimica il chimico s’ingegna.
Per sopperire all’ingegno l’ingegnere si chimica.

Serotonine

La mala suerte no existe y yo tengo mucha.

Vaffanculo, Cinquecento

L’italiano, cuor contento
Sale sulla Cinquecento
E si accorge che il passato
Per incanto è ritornato!
Mario Riva e il Musichiere
Mario Scelba e le galere
Mario Corso nello stadio
Mario Pio dentro la radio:
Che magia, che emozione
Questa gran restaurazione!
Si ritorna all’obbedienza
Al decoro alla pazienza
Alla Patria e al focolare
Alla pace familiare.
Si riaprono i bordelli
Che consolano gli uccelli
Maltrattati dalle triste
Rivoltose femministe.
Un figliolo militare
Fidanzata l’altra figlia
Qualche rata da pagare
La domenica in famiglia.
Spose o vergini le donne
Obbedienti gli scolari
I nipoti con le nonne
Il latino sugli altari.
Rispettare i superiori!
Obbedire ai genitori!
Il divorzio cancellato!
Basta con il sindacato!

L’italiano pensieroso
Si destò da quel sognare
Tornò all’oggi nebuloso
E decise il suo daffare:
Esclamò con forte accento
“Vaffanculo, Cinquecento”.

Michele Serra, Poetastro. Poesie per incartare l’insalata

Caffeine

E – Ti fai troppe paranoie, qui non se ne fanno altrettante.
P – Non sanno cosa si perdono.

Xavi

No hay esperanza esperando.

De Andrè

L’acqua dei piatti non rispecchia la luna.

Caffeine

Only good-looking people can cross the street out of the crosswalk.

Les Hiboux

Sous les ifs noirs qui les abritent,
Les hiboux se tiennent rangés,
Ainsi que des dieux étrangers,
Dardant leur œil rouge. Ils méditent.

Sans remuer ils se tiendront
Jusqu’à l’heure mélancolique
Où, poussant le soleil oblique,
Les ténèbres s’établiront.

Leur attitude au sage enseigne
Qu’il faut en ce monde qu’il craigne
Le tumulte et le mouvement ;

L’homme ivre d’une ombre qui passe
Porte toujours le châtiment
D’avoir voulu changer de place.

Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal

Caffeine

Che fare stasera?
Una ragione.

ACR

Ambvicioso

Proverbio Chino

Podemos escoger lo que vamos a sembrar, pero estamos obligados a cosechar aquello que sembramos.

ACR

El domingo es el día del Señor. El Señor Sofá.

LB

Nella botte piccola c’è il vino buono. Però ce n’è poco.

La Vie en Fleur

J’aime la vérité. Je crois que l’humanité en a besoin; mais elle a bien plus grand besoin encore du mensonge qui la flatte, la console, lui donne des espérances infinies. Sans le mensonge, elle périrait de désespoir et d’ennui.

Anatole France

Tecnologia Morale

Ad alcune persone dovrebbero vendere telefoni cellulari in cui la voce “Sveglia” è posta non nel menu “Accessori” bensì nel menu “Imperativi”.

Fuga dei Cervelli

Il fenomeno, osservato dal luogo di destinazione, è meglio descritto come “Fuga dei fegati”.

Nicotine

If you were in your shoes, what would you be doing?

LV

La novità è la cosa più vecchia che ci sia.

Democrazia

Un parlamento è effettivamente rappresentativo di un paese se i suoi membri non sono eletti ma scelti a sorte e secondo criteri di rappresentatività statistica.

Blog Surfing

I am strongly political, yet have long come to understand that arguing about politics is about as pointless as arguing about religions (probably because politics is religion for lots of people).

Ways to make me seriously dislike you include displays of racism, homophobia, fratboy machismo and overall any sort of attempt at compensating for a small dick.

Dave’s Blog

Nicotine

A Natale il destino non va in vacanza.

R

la transitorietà è uno stato interiore… che assapori meglio se nel frattempo le tue mani sono occupate (e la tua camera più profumata)

F

comunque a me fa sempre tanto piacere ricevere email: se ogni tanto vuoi mandarmene una con su scritto solo «squillo», oppure «una chiamata persa», mi fai contento

Sublimazioni

P – Io mi chiedo per quale motivo alcuni comprino una BMW.
S – Perchè non hanno soldi per una Lamborghini.

Nicotine

Alcune ottengono ciò che vogliono sbattendo le ciglia.
E’ l’intelligenza degli organismi unicellulari.

Caffeine

Il vitello prodigo è tonnato, sia ucciso il figlio grasso!

Vitamin C-ynicism

La parte di un vegetale più dura da mangiare è il polmone.
D’acciaio.

Nicotine

L’applicazione ferrea della legge è di destra o di sinistra a seconda del contenuto della legge.

Caffeine

Bisogna amare il Darwinismo, perchè anch’esso è una creatura di Dio.

From Loubrì

Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.

Ci sono d’estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
per un viale d’inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.

Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

Cesare Pavese, Lavorare Stanca.

Pete Sandro

Ti fai sensi di colpa su tutto. Meno male che sei laico!

Serotonin

C’erano prati e campi di grano, e un odore aspro di sterpi bruciati che mi ha fatto venire nostalgia del mio paese: l’autunno, in tutti i paesi del mondo, ha lo stesso odore, di foglie morte, di terra che riposa, di fascine che bruciano, insomma di cose che finiscono, e tu pensi -per sempre-.

Primo Levi, Il Sistema Periodico

L’autunno prima di ottobre
nei fatti latitanti
nello spazio sconfinato di una stanza.
Qualcosa da stringere, che non siano i denti.

Serotonin

Mattine lucide
a sentire
tra il non più e il non ancora
polmoni semivuoti d’affanno
e ansia
per il troppo che manca e
per lo sforzo che attende
per conquistare troppo poco.
Poi il rumore di immagini regala un oblio.
Ma sa sè stesso.

Caffeine

Si annoia non perchè con lei non c’è nessuno, ma perchè è sola con sè stessa.

Nicotine

Le relazioni amorose iniziano consensualmente e unilateralmente finiscono.
Ideale è il contrario.

Degener(alizz)azione

Shanu – Non è tutto o bianco o nero.
Fede – Non saltiamo a facili conclusioni.

Alp

Se posso lamentarmi non va poi così male.

Caffeine

Se vuoi essere felice un giorno, ubriacati.
Se vuoi essere felice una settimana, fai un viaggio.
Se vuoi essere felice un mese, innamorati.
Se vuoi essere felice un anno, uccidi un maiale.
Se vuoi essere felice tutta la vita, coltiva il tuo giardino.

Proverbio cinese.

Estendendo, per avere una serie di giorni, settimane, mesi o anni felici: alcolista, camionista, gigolò o obeso.

Fede

Chi si crede intelligente adduce giustificazioni per ciò che sentiva di fare.

Poésies by Arthur Rimbaud

Les Etrennes des Orphelins
[…]
Les baisers répétés, et la gaieté permise !
[…]


Credo in Unam
[…]
– Parce qu’il était fort, l’Homme était chaste et doux !
…………………………………………………………….
Misère! maintenant, il dit: je sais les choses,
Et va les yeux fermés et les oreilles closes !

Oui, l’homme est faible et laid, le doute le dévaste ;
Il a des vêtements parce qu’il n’est plus chaste,
Parce qu’il a sali son fier buste de Dieu,
Et qu’il a rabougri, comme un idole au feu,
Son corps Olympien aux servitudes sales !
Oui, même après la mort, dans les squelettes pâles
Il veut vivre, insultant la première Beauté !
[…]


Sensation

Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l’herbe menue :
Rêveur, j’en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien,
Mais l’amour infini me montera dans l’âme ;
Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature, heureux- comme avec une femme.


Roman

I

On n’est pas sérieux, quand on a dix-sept ans.
– Un beau soir, foin des bocks et de la limonade,
Des cafés tapageurs aux lustres éclatants !
– On va sous les tilleuls verts de la promenade.

Les tilleuls sentent bon dans les bons soirs de juin !
L’air est parfois si doux, qu’on ferme la paupière ;
Le vent chargé de bruits – la ville n’est pas loin –
A des parfums de vigne et des parfums de bière….

II

-Voilà qu’on aperçoit un tout petit chiffon
D’azur sombre, encadré d’une petite branche,
Piqué d’une mauvaise étoile, qui se fond
Avec de doux frissons, petite et toute blanche…

Nuit de juin ! Dix-sept ans ! – On se laisse griser.
La sève est du champagne et vous monte à la tête…
On divague ; on se sent aux lèvres un baiser
Qui palpite là, comme une petite bête….

III

Le coeur fou Robinsonne à travers les romans,
Lorsque, dans la clarté d’un pâle réverbère,
Passe une demoiselle aux petits airs charmants,
Sous l’ombre du faux col effrayant de son père…

Et, comme elle vous trouve immensément naïf,
Tout en faisant trotter ses petites bottines,
Elle se tourne, alerte et d’un mouvement vif….
– Sur vos lèvres alors meurent les cavatines…

IV

Vous êtes amoureux. Loué jusqu’au mois d’août.
Vous êtes amoureux. – Vos sonnets La font rire.
Tous vos amis s’en vont, vous êtes mauvais goût.
– Puis l’adorée, un soir, a daigné vous écrire…!

– Ce soir-là,… – vous rentrez aux cafés éclatants,
Vous demandez des bocks ou de la limonade..
– On n’est pas sérieux, quand on a dix-sept ans
Et qu’on a des tilleuls verts sur la promenade.


Le Dormeur du Val

C’est un trou de verdure, où chante une rivière
Accrochant follement aux herbes des haillons
D’argent; où le soleil, de la montagne fière,
Luit: c’est un petit val qui mousse de rayons.

Un soldat jeune, bouche ouverte, tête nue,
Et la nuque baignant dans le frais cresson bleu,
Dort; il est étendu dans l’herbe, sous la nue,
Pâle dans son lit vert ou la lumière pleut.

Les pieds dans les glaïeuls, il dort. Souriant comme
Sourirait un enfant malade, il fait un somme:
Nature, berce-le chaudement: il a froid.

Les parfums ne font pas frissonner sa narine.
Il dort dans le soleil, la main sur sa poitrine
Tranquille. Il a deux trous rouges au côté droit.


Ma Bohème (Fantaisie)

Je m’en allais, les poings dans mes poches crevées;
Mon paletot soudain devenait idéal;
J’allais sous le ciel, Muse, et j’étais ton féal;
Oh! là là! que d’amours splendides j’ai rêvées!

Mon unique culotte avait un large trou.
Petit-Poucet rêveur, j’égrenais dans ma course
Des rimes. Mon auberge était à la Grande-Ourse.
Mes étoiles au ciel avaient un doux frou-frou

Et je les écoutais, assis au bord des routes,
Ces bons soirs de septembre où je sentais des gouttes
De rosée à mon front, comme un vin de vigueur;

Où, rimant au milieu des ombres fantastiques,
Comme des lyres, je tirais les élastiques
De mes souliers blessés, un pied près de mon coeur!


Lettre à Georges Izambard (13 Mai 1871)
[…]
Les souffrances sont énormes, mais il faut être fort, être né poète, et je me suis reconnu poète. Ce n’est pas du tout ma faute. C’est faux de dire: Je pense: on devrait dire: On me pense. -Pardon du jeu de mots.-
Je est un autre. Tant pis pour le bois qui se trouve violon, et Nargue aux inconscients, qui ergotent sur ce qu’ils ignorent tout à fait!
[…]


Lettre à Paul Demeny (15 Mai 1871)
[…]
Car Je est un autre. Si le cuivre s’éveille clairon, il n’y a rien de sa faute. Cela m’est évident: j’assiste à l’éclosion de ma pensée: je la regarde, je l’écoute: je lance un coup d’archet: la symphonie fait son remuement dans les profondeurs, ou vient d’un bond sur la scène.
[…]
Je dis qu’il faut être voyant, se faire voyant.
Le Poète se fait voyant par un long, immense et raisonné dérèglement de tous les sens. Toutes les formes d’amour, de souffrance, de folie; il cherche lui-même, il épuise en lui tous les poisons, pour n’en garder que les quintessences. Ineffable torture où il a besoin de toute la foi, de toute la force surhumaine, où il devient entre tous le grand malade, le grand criminel, le grand maudit, – et le suprême Savant! – Car il arrive à l’inconnu! Puisqu’il a cultivé son âme, déjà riche, plus qu’aucun! Il arrive à l’inconnu, et quand, affolé, il finirait par perdre l’intelligence de ses visions, il les a vues!
[…]

Les Fleurs du Mal by Charles Baudelaire

Au Lecteur

La sottise, l’erreur, le péche, la lésine,
Occupent nos esprits et travaillent nos corps,
Et nous alimentons nos aimables remords,
Comme les mendiants nourrissent leur vermine.

Nos péchés sont têtus, nos repentirs sont lâches;
Nous nous faisons payer grassement nos aveux,
Et nous rentrons gaiement dans le chemin bourbeux,
Croyant par de vils pleurs laver toutes nos taches.

Sur l’oreiller du mal c’est Satan Trismégiste
Qui berce longuement notre esprit enchanté,
Et le riche métal de notre volonté
Est tout vaporisé par ce savant chimiste.

C’est le Diable qui tient les fils qui nous remuent.
Aux objets répugnants nous trouvons des appas;
Chaque jour vers l’Enfer nous descendons d’un pas,
Sans horreur, à travers des ténèbres qui puent.

Ainsi qu’un débauché pauvre qui baise et mange
Le sein martyrisé d’une antique catin,
Nous volons au passage un plaisir clandestin
Que nous pressons bien fort comme une vieille orange.

Serré, fourmillant comme un million d’helminthes,
Dans nos cerveaux ribote un peuple de démons,
Et quand nous respirons, la Mort dans nos poumons
Descend, fleuve invisible, avec de sourdes plaintes.

Si le viol, le poison, le poignard, l’incendie,
N’ont pas encore brodé de leurs plaisants dessins
Le canevas banal de nos piteux destins,
C’est que notre âme, hélas! n’est pas assez hardie.

Mais parmi les chacals, les panthères, les lices,
Les singes, les scorpions, les vautours, les serpents,
Les monstres glapissants, hurlants, grognants, rampants,
Dans la ménagerie infâme de nos vices,

Il en est un plus laid, plus méchant, plus immonde!
Quoiqu’il ne pousse ni grands gestes, ni grands cris,
Il ferait volontiers de la terre un débris
Et dans un bâillement avalerait le monde.

C’est l’Ennui!- L’oeil chargé d’un pleur involontaire,
Il rêve d’échafauds en fumant son houka.
Tu le connais, lecteur, ce monstre délicat,
– Hypocrite lecteur, – mon semblable, – mon frère!


Bénédiction
[…]
– « Soyez béni, mon Dieu, qui donnez la souffrance
Comme un divin remède à nos impuretés
Et comme la meilleure et la plus pure essence
Qui prépare les forts aux saintes voluptés !


Elévation

Au-dessus des étangs, au-dessus des vallées,
Des montagnes, des bois, des nuages, des mers,
Par delà le soleil, par delà les éthers,
Par delà les confins des sphères étoilées,

Mon esprit, tu te meus avec agilité,
Et, comme un bon nageur qui se pâme dans l’onde,
Tu sillonnes gaiement l’immensité profonde
Avec une indicible et mâle volupté.

Envole-toi bien loin de ces miasmes morbides;
Va te purifier dans l’air supérieur,
Et bois, comme une pure et divine liqueur,
Le feu clair qui remplit les espaces limpides.

Derrière les ennuis et les vastes chagrins
Qui chargent de leur poids l’existence brumeuse,
Heureux celui qui peut d’une aile vigoureuse
S’élancer vers les champs lumineux et sereins;

Celui dont les pensers, comme des alouettes,
Vers les cieux le matin prennent un libre essor,
– Qui plane sur la vie, et comprend sans effort
Le langage des fleurs et des choses muettes!


Correspondances
[…]
De rendre à la jeunesse un hommage profond,
– A la sainte jeunesse, à l’air simple, au doux front,
A l’oeil limpide et clair ainsi qu’une eau courante,
Et qui va répandant sur tout, insouciante
Comme l’azur du ciel, les oiseaux et les fleurs,
Ses parfums, ses chansons et ses douces chaleurs!


Le Mauvais Moine

Les cloîtres anciens sur leurs grandes murailles
Etalaient en tableaux la sainte Vérité,
Dont l’effet réchauffant les pieuses entrailles,
Tempérait la froideur de leur austérité.

En ces temps où du Christ florissaient les semailles,
Plus d’un illustre moine, aujourd’hui peu cité,
Prenant pour atelier le champ des funérailles,
Glorifiait la Mort avec simplicité.

– Mon âme est un tombeau que, mauvais cénobite,
Depuis l’éternité je parcours et j’habite ;
Rien n’embellit les murs de ce cloître odieux.

O moine fainéant ! quand saurai-je donc faire
Du spectacle vivant de ma triste misère
Le travail de mes mains et l’amour de mes yeux?


L’Ennemi
[…]
Et qui sait si les fleurs nouvelles que je rêve
Trouveront dans ce sol lavé comme une grève
Le mystique aliment qui ferait leur vigueur ?

– Ô douleur ! ô douleur ! Le temps mange la vie,
Et l’obscur Ennemi qui nous ronge le cour
Du sang que nous perdons croît et se fortifie !


L’Homme et la Mer

Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir, tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame
Et ton esprit n’est pas un gouffre moins amer.

Tu te plais à plonger au sein de ton image;
Tu l’embrasses des yeux et des bras, et ton coeur
Se distrait quelquefois de sa propre rumeur
Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage.

Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets;
Homme, nul n’a sondé le fond de tes abîmes;
O mer, nul ne connaît tes richesses intimes,
Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets!

Et cependant voilà des siècles innombrables
Que vous vous combattez sans pitié ni remords,
Tellement vous aimez le carnage et la mort,
O lutteurs éternels, ô frères implacables!


Le Masque
[…]
— Elle pleure insensé, parce qu’elle a vécu!
Et parce qu’elle vit! Mais ce qu’elle déplore
Surtout, ce qui la fait frémir jusqu’aux genoux,
C’est que demain, hélas! il faudra vivre encore!
Demain, après-demain et toujours! — comme nous!


Hymne à la Beauté

Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l’abîme,
Ô Beauté ? ton regard infernal et divin,
Verse confusément le bienfait et le crime,
Et l’on peut pour cela te comparer au vin.

Tu contiens dans ton oeil le couchant et l’aurore;
Tu répands des parfums comme un soir orageux;
Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore
Qui font le héros lâche et l’enfant courageux.

Sors-tu du gouffre noir ou descends-tu des astres ?
Le Destin charmé suit tes jupons comme un chien;
Tu sèmes au hasard la joie et les désastres,
Et tu gouvernes tout et ne réponds de rien.

Tu marches sur des morts, Beauté, dont tu te moques;
De tes bijoux l’Horreur n’est pas le moins charmant,
Et le Meurtre, parmi tes plus chères breloques,
Sur ton ventre orgueilleux danse amoureusement.

L’éphémère ébloui vole vers toi, chandelle,
Crépite, flambe et dit : Bénissons ce flambeau !
L’amoureux pantelant incliné sur sa belle
A l’air d’un moribond caressant son tombeau.

Que tu viennes du ciel ou de l’enfer, qu’importe,
Ô Beauté, monstre énorme, effrayant, ingénu!
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m’ouvrent la porte
D’un Infini que j’aime et n’ai jamais connu ?

De Satan ou de Dieu, qu’importe ? Ange ou Sirène,
Qu’importe, si tu rends, – fée aux yeux de velours,
Rythme, parfum, lueur, ô mon unique reine ! –
L’univers moins hideux et les instants moins lourds.


Le Balcon

Mère des souvenirs maîtresse des maîtresses
O toi, tous mes plaisirs! O, toi, tous mes devoirs!
Tu te rappelleras la beauté des caresses,
La douceur du foyer et le charme des soirs,
Mère des souvenirs maîtresse des maîtresses,

Les soirs illuminés par l’ardeur du charbon,
Et les soirs au balcon, voiles de vapeurs roses.
Que ton sein m’était doux! Que ton coeur m’était bon!
Nous avons dit souvent d’impérissables choses
Les soirs illuminés par l’ardeur du charbon,

Que les soleils sont beaux dans les chaudes soirées!
Que l’espace est profond! Que le coeur est puissant!
En me penchant vers toi, reine des adorées,
Je croyais respirer le parfum de ton sang.
Que les soleils sont beaux dans les chaudes soirées!

La nuit s’épaississait ainsi qu’une cloison,
Et mes yeux dans le noir devinaient tes prunelles,
Et je buvais ton souffle, O douceur! O poison!
Et tes pieds s’endormaient dans mes mains fraternelles.
La nuit s’épaississait ainsi qu’une cloison,

Je sais l’art d’évoquer les minutes heureuses,
Et revis mon passé blotti dans tes genoux.
Car à quoi bon chercher tes beautés langoureuses
Ailleurs qu’en ton cher corps et qu’en ton coeur si doux?
Je sais l’art d’évoquer les minutes heureuses!

Ces serments, ces parfums, ces baisers infinis,
Renaîtront-ils d’un gouffre interdit à nos sondes,
Comme montent au ciel les soleils rajeunis
Après s’être lavés au fond des mers profondes?
O serments! O parfums! O baisers infinis!


Tout Entière
[…]
Et l’harmonie est trop exquise,
Qui gouverne tout son beau corps,
Pour que l’impuissante analyse
En note les nombreux accords.
[…]

Conte

Io ho già fatto la prova costume, quest’anno. Non si è rotto. Quindi l’ha superata.

Nicotine

La felicità non è uno stato d’animo.
È un fenotipo, come il colore degli occhi.

E

P – Non ti faccio schifo con questi occhiali da Clark Kent?
E – No, perchè so che dietro c’è Superman.

Caffeine

C – Ha il ragazzo.
P – Ha anche delle magliette rosse?

Caffeine

D – Vivi in un mondo tutto tuo.
P – E’ strano soltanto che sia peggio dell’altro.

Endorphin

Istante in cui si rompe il velo del quotidiano e delle cose come stanno.
Tutto è buono, tutto ha senso.
6.30 del mattino, non dormo ma cammino.
E’ luglio ma è fresco.
La città è deserta ma alcuni sono in strada.
Qualcuno va per le strade, ma tutti in bicicletta.
Tutti nella stessa direzione. Che non è la mia.
Un solo pensiero ed è buono.

Nicotine

I ragazzi timidi sono le ragazze brutte.

Il Sistema Periodico by Primo Levi

Si chiamano anche gas nobili, e qui ci sarebbe da discutere se veramente tutti i nobili siano inerti e tutti gli inerti siano nobili.

Una certa moralità dominante per cui -chi non lavora non mangia-.

Aveva studiato medicina ed era diventato un buon medico, ma non gli piaceva il mondo. Gli piacevano cioè gli uomini, e particolarmente le donne, i prati, il cielo: ma non la fatica, il fracasso dei carri, le mene per la carriera, le brighe per il pane quotidiano, gli impegni, gli orari e le scadenze; nulla insomma di quello che caratterizzava la vita affannosa della città di Casale Monferrato nel 1890. Avrebbe voluto evadere, ma era troppo pigro per farlo. Gli amici ed una donna, che lo amava e che lui sopportava con distratta benevolenza, lo convinsero a concorrere per il posto di medico a bordo di un transatlantico di linea; vinse agevolmente il concorso, fede un solo viaggio da Genova a Nuova York, ed al ritorno a Genova rassegnò le dimissioni, perchè in America -a j’era trop bordel-, c’era troppo fracasso.

Era di fantasia pedestre e lenta: viveva di sogni come tutti noi, ma i suoi sogni erano saggi, erano ottusi, possibili, contigui alla realtà, non romantici, non cosmici.

Chi va in caccia non ha che da prendere il fucile, anzi meglio la zagaglia e l’arco, e mettersi per il bosco: il successo e l’insuccesso dipendono solo da lui. Prendi e parti, quando il momento è giunto gli aruspici e gli àuguri non hanno luogo, la teoria è futile e si impara per strada, le esperienze degli altri non servono, l’essenziale è misurarsi. Chi vale vince, chi ha occhi o braccia o fiuto deboli ritorna e cambia mestiere.

Sulle dispense stava scritto un dettaglio che alla prima lettura mi era sfuggito, e cioè che il così tenero e delicato zinco, così arrendevole davanti agli acidi, che se ne fanno un solo boccone, si comporta invece in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente all’attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l’elogio della purezza, che protegge dal male come un usbergo; l’elogio dell’impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita. Scartai la prima, disgustosamente moralistica e mi attardai a considerare la seconda, che mi era più congegnale. Perchè la ruota giri, perchè la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape.

Ed è un’età che può durare anche a lungo, ma termina col primo compromesso.

Passava le estati a fare il pastore […], e non per retorica arcadica nè per stramberia, ma con felicità, per amore della terra e dell’erba, e per abbondanza di cuore.

Mi spiegò che, facendo vita sedentaria, si forma un deposito di grasso dietro agli occhi, che non è sano; faticando, il grasso si consuma, gli occhi arretrano in fondo alle occhiaie, e diventano più acuti.

Ed ecco tutto intorno, appena toccate dal sole, le montagne candide e brune, nuove come create nella notte appena svanita, e insieme innumerabilmente antiche. Erano un’isola, un altrove.

Non valeva la pena di avere vent’anni se non ci si permetteva il lusso di sbagliare strada.

Era questa, la carne dell’orso: ed ora, che sono passati molti anni, rimpiango di averne mangiata poca, poichè, di tutto quanto la vita mi ha dato di buono, nulla ha avuto, neppure alla lontana, il sapore di quella carne, che è il sapore di essere forti e liberi, liberi anche di sbagliare, e padroni del proprio destino.

Occorre diffidare del quasi-uguale, del praticamente identico, del pressapoco, dell’oppure, di tutti i surrogati e di tutti i rappezzi. Le differenze possono essere piccole, ma portare a conseguenze radicalmente diverse, come gli aghi degli scambi; il mestiere del chimico consiste in buona parte nel guardarsi da queste differenze, nel conoscerle da vicino, nel prevederne gli effetti. Non solo il mestiere del chimico.

Sbagliare non era più un infortunio vagamente comico, che ti guasta un esame o ti abbassa il voto: sbagliare era come quando si va su roccia, un misurarsi, un accorgersi, uno scalino in su, che ti rende più valente e più adatto.

Si era innamorata un poco di molti, molto di uno, ed era fidanzata di un altro ancora.

Siamo chimici, cioè cacciatori: nostre sono -le due esperienze della vita adulta- di cui parlava Pavese, il successo e l’insuccesso, uccidere la balena bianca o sfasciare la nave; non ci si deve arrendere alla materia incomprensibile, non ci si deve sedere. Siamo qui per questo, per sbagliare e correggerci, per incassare colpi e renderli.

C’erano prati e campi di grano, e un odore aspro di sterpi bruciati che mi ha fatto venire nostalgia del mio paese: l’autunno, in tutti i paesi del mondo, ha lo stesso odore, di foglie morte, di terra che riposa, di fascine che bruciano, insomma di cose che finiscono, e tu pensi -per sempre-.

A quel tempo ero talmente giovane da pensare ancora che fosse possibile fare mutare idea ad un superiore.

Secondo lei, tutta quella mia smania di lavorare, che arrivava fino a prostituirmi alle fiabe senili del Commendatore, veniva dal fatto che io non avevo una ragazza: se l’avessi avuta, avrei pensato a lei invece che agli antociani.

Venne un furioso temporale, Giulia resistette a due fulmini, al terzo cercò rifugio contro di me. Sentivo il calore del suo corpo contro il mio, vertiginoso e nuovo, noto nei sogni, ma non restituii l’abbraccio; se lo avessi fatto, forse il suo destino e il mio sarebbero usciti fragorosamente dai binari, verso un comune avvenire totalmente imprevedibile.

Giulia si sposò pochi mesi dopo, e si congedò da me tirando su lacrime dal naso e facendo minuziose prescrizioni annonarie alla Varisco. Ha avuto molte traversie e molti figli; siamo rimasti amici, ci vediamo a Milano ogni tanto e parliamo di chimica e di cose sagge. Non siamo malcontenti delle nostre scelte e di quello che la vita ci ha dato, ma quando ci incontriamo proviamo entrambi la curiosa e non sgradevole impressione (ce la siamo più volte descritta a vicenda) che un velo, un soffio, un tratto di dado, ci abbia deviati su due strade divergenti che non erano le nostre.

Alberto mi redarguì. Per lui la rinuncia, il pessimismo, lo sconforto erano abominevoli e colpevoli.

Mi redarguì: non bisogna scoraggiarsi mai, perchè è dannoso, e quindi immorale, quasi indecente.

Scrivendo trovavo breve pace e mi sentivo ridiventare uomo, uno come tutti, nè martire nè infame nè santo, uno di quelli che si fanno una famiglia, e guardano al futuro anzichè al passato.

Titanio.

Sapevo che la licenza di sbagliare si restringe con gli anni, e che perciò chi ne vuole approfittare non deve aspettare troppo.

Un fascino intenso, che è quello della giovinezza, dell’avvenire indeterminato e gravido di potenze, e cioè della libertà.

L’esperienza insegna che proprio questa, l’affidabilità, è la virtù più costante, quella che non si acquista nè si perde con gli anni. Si nasce degni di fiducia, col viso aperto e gli occhi fermi, e tali si resta per la vita. Chi nasce contorto e lasco, tale rimane: chi ti mente a sei anni, ti mente a sedici e sessanta. Il fenomeno è notevole, e spiega come certe amicizie e matrimoni sopravvivano per molti decennni, a dispetto dell’abitudine, della noia e del logorarsi degli argomenti.

Negli ultimi anni gli eventi chimici avevano prevalso, per frequenza e intensità. Ti danno il senso del -nicht dazu gewachsen-, dell’impotenza, dell’insufficienza, non e vero? Ti danno l’impressione di combattere un’interminabile guerra contro un esercito avversario ottuso e tardo, ma tremendo per numero e peso; di perdere tutte le battaglie, una dopo l’altra, un anno dopo l’altro; e ti devi accontentare, per medicare il tuo orgoglio contuso, di quelle poche occasioni in cui intravvedi una smagliatura nello schieramento nemico, ti ci avventi, e metti a segno un rapido singolo colpo. Anche Cerrato conosceva questa milizia: anche lui aveva sperimentato l’insufficienza della nostra preparazione, e il dovervi surrogare con la fortuna, l’intuizione, gli stratagemmi, ed un fiume di pazienza.

Mi raccontasse una storia, e, se mi era permesso dare un suggerimento, doveva essere una storia delle nostre, in cui ci si arrabatta nel buio per una settimana o per un mese, sembra che sarà buio sempre, e viene voglia di buttare via tutto e di cambiare mestiere: poi si scorge nel buio un bagliore, si va a tentoni da quella parte, e la luce cresce, e infine l’ordine segue al caos. Cerrato mi disse seriamente che in effetti qualche volta le cose andavano così, e che avrebbe cercato di accontentarmi; ma che in generale era proprio buio sempre, il bagliore non si vedeva, si picchiava il capo più e più volte contro il soffitto sempre più basso, e si finiva coll’uscire dalla grotta carponi e a ritroso, un po’ più vecchi di quando ci si era entrati.

La perfezione è delle vicende che si raccontano, non di quelle che si vivono.

Stupeur et Tremblements by Amélie Nothomb

Pour le cas très improbable où tu ferais un mariage d’amour, tu serais encore plus malheureuse, car tu verrais ton mari souffrir. Mieux vaut que tu ne l’aimes pas: cela te permettra d’etre indifférente au naufrage de ses idéaux, car ton mari en a encore, lui. Par exemple, on lui a laissé espérer qu’il serait aimé d’une femme.

Si cela peut te consoler, personne ne te considère comme moins intelligente que l’homme. Tu es brillante, cela saute aux yeux de tous, y compris de ceux qui te traitent si bassement. Pourtant, à y réfléchir, trouves-tu cela si consolant? Au moins, si l’on te pensait inférieure, ton enfer serait explicable et tu pourrais en sortir en démontrant, conformément aux préceptes de la logique, l’excellence de ton cerveau. Or, on te sait égale, voire supérieure: ta géhenne est donc absurde, ce qui signifie qu’il n’y a pas d’itinéraire pour la quitter.

L’honneur consiste le plus souvent à etre idiot.

Les comptables qui passaient dix heures par jour à recopier des chiffres étaient à mes yeux des victimes sacrifiées sur l’autel d’une divinité dépourvoue de grandeur et de mystère. De toute éternité, les humbles ont voué leur vie à des réalités qui les dépassaient: au moins, auparavant, pouvaient-ils supposer quelque cause mystique à ce gachis. A présent, ils ne pouvaient plus s’illusionner. Ils donnaient leur existence pour rien.

Et en dehors de l’entreprise, qu’est-ce qui attendait les comptables au cerveau rincé par les nombres? La bière obligatoire avec des collègues aussi trépanés qu’eux, des heures de métro bondé, une épouse déjà endormie, des enfants déjà lassés, le sommeil qui vous aspire comme un lavabo qui se vide, les rares vacances dont personne ne connait le mode d’emploi: rien qui mérite le nom de vie.
Le pire, c’est de penser qu’à l’échelle mondiale ces gens sont des privilegiés.

Préférer son orgueil à la contemplation d’un visage exceptionnel, c’était un mauvais calcul.

Aspro e Dolce by Mauro Corona

Gli uomini, allenandosi nel tempo, cercano una corazza protettiva per contrastare il dolore. Il risultato è che il dolore è sempre lo stesso e le emozioni, picchiando sulla corazza, si spuntano, diventano meno potenti, meno genuine, quando non son addirittura sciolte nelle delusioni

Amare non è investire nel futuro ma fregarsene, accettare l’incognita del rischio.

Non amo frequentare quei formicai umani dove per afferrare il gancio dello skilift o un posto in seggiovia devi aspettare tre quarti d’ora. Ma nemmeno li snobbo con la frase comune “C’è troppa gente”. Anch’io sono gente e se sto là sono uguale agli altri. Molte persone fanno del sarcasmo sui luoghi affollati, evitandioli con cura. Dimenticano che dove vanno fanno numero e odore come tutti. Sono convinti che senza di loro il mondo non vada avanti, invece senza di loro il mondo andrebbe meglio.

Intanto continuavamo a parlar male delle donne. Celio ci raccontò la storia di un suo parente che, a sessant’anni, fu ricoverato in fin di vita all’ospedale di Belluno. La moglie lo aveva mollato, lui si era dato al bere. Dopo anni di vitaccia, la salute gli stava presentando il conto. Steso nel lettino aveva chiuso gli occhi ma era ancora cosciente. Accanto a lui Celio e due amici bracconieri lo vegliavano. Il giorno prima avevano provveduto ad avvertire la moglie del moribondo se avesse voluto vederlo un’ultima volta. Abitava a Bolzano. Vivevano separati da tempo, non avevano avuto figli. La donna arrivò di primo pomeriggio. Saluto i tre e s’accostò al letto, ma prima ancora che riuscisse a pronunciare il nome, il marito con gli occhi chiusi e un filo di voce sussurrò: -Mandatela via-. Gli amici gli dissero che non c’era nessuno nella stanza. -E’ lei- rispose debolmente -sento l’odore. Mandatela via-. Ma non la mandarono via perchè non se ne sarebbe andata. Dopo un po’ gli prese una mano e la tenne nella sua fino a sera quando spirò. Nonostante il tempo trascorso, non aveva dimenticato l’odore della moglie. Di quell’amore era sopravvissuto soltanto un profumo.

Il Lupo della Steppa (Der Steppenwolf) by Hermann Hesse

Dunque: “La maggior parte degli uomini non vuol nuotare prima di saper nuotare”. Spiritosa, vero? Certo che non vogliono nuotare. Sono nati per la terra, non per l’acqua. E naturalmente non vogliono pensare: infatti sono nati per la vita, non per il pensiero. Già, e chi pensa, chi concentra la vita nel pensiero può andare molto avanti, è vero, ma ha scambiato la terra con l’acqua e a un certo momento affogherà.

Via San Giovannino

L – Ci è richiesto di insegnare agli alunni sia l’evoluzionismo che il creazionismo, presentandoli come contemporaneamente validi.
B – Già mi immagino: “Signora maestra, ma la Madonna è un mammifero?”

Bosch

Per sconfiggere il destino beffardo, essere il destino beffardo.

Caffeine

P – Cosa prevedi di fare l’anno prossimo?
B – Siamo nelle mani di Dio.
P – Occhio che è gay.

Caffeine

Tra pochi anni riposerò per sempre, anche se stanotte dormo un po’ meno va bene.

Nicotine

La proprietà privata è la degenerazione dell’utenza esclusiva.

Via San Giovannino

P – Le camicie stirate sono pura apparenza.
C – Viviamo in un mondo reale.
P – Pessimista.

Nicotine

Massimi sistemi e teorie sono opinioni con trucco e abito da sera.

Conte

La luce al fondo del tunnel può nascondere, abbagliando, una rete. Non è la certezza dell’uscita, soltanto la direzione.

Nicotine

Le tasche sono un diversivo per le mani dei timidi.